De me ipse
ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.hic sum ego
"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]imagines
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Di nuovo a casa. In pianta stabile da una settimana circa. E' arrivato anche Agosto, e cerco lo stimolo per rientrare in me stesso e nella routine. Sono cominciate le ripetizioni e con esse è giunto nuovo acquisto: una simpatica e frizzante ragazzina pronta al secondo anno di Classico. Le lezioni sono un bel momento, sicuramente un momento di sfida per me. Non sempre è semplice, ma mi servono comunque per familiarizzare con i miei limiti e tentare di superarli. In particolare mi rendo conto che il Classico possiede altri standard e per essere all'altezza non basta improvvisarsi. E così prima di ogni lezione mi preparo il materiale, ripasso e studio. Mi stupisco di come dopo nove mesi di Latino già abbiano acquisito le conoscenze per affrontare la traduzione di Cicerone... insomma, c'è da lavorare un bel pò. Dalla prossima settimana poi comincia l'avventura con Greco: è la prima volta che vedo la disciplina dall'altro lato, da quello del docente. Per me nulla di meglio visto che il prossimo e ultimo appuntamento all'università è con l'esame di Letteratura Greca, un'occasione per rispolverare la memoria. Da domani mattina infatti, se tutto va bene, comincio a studiare per gli esami di settembre. Molto preoccupato, s'intende, ma la voglia di fare, e fare bene, non manca.
Per il resto c'è poco da raccontare. Continuano gli alti e bassi che la fine di Maggio mi ha lasciato in eredità. Gli amici ci sono, sempre lì, e mi cullano e impegnano. Ogni giorno c'è qualcosa da organizzare. Finiti i preparativi per la festa di compleanno di Ivan, cominciano quelli per sabato prossimo, che ci vedrà in trasferta sulle coste marchigiane. Non vedo l'ora... naturalmente ci sarà da preparare il pranzetto in spiaggia :p Posso tirarmi indietro? Adoro queste occasioni.
Per lo spazio "Momenti da ricordare" includo la mia domenica pomeriggio. A casa di Marco a rivedere "Le vite degli altri", oscar come miglior film straniero nel 2007: una storia davvero interessante, bella nel senso più profondo del termine; al solito, colonna sonora più che degna di menzione. Sono stato bene, qualche ora di quiete e felicità. E' stato bello passare un pomeriggio del genere e trovare nel silenzio la conferma di una nuova amicizia.
Visto che ultimamente sono monotematico e alquanto depressing style cerchiamo di aprire in questo blog delle disgrazie un bella parentesi di tutt'altro livello. Discutendo un pò di film e cinema mi sono reso conto che è un bel pò che non aggiorno la lista dei film degni di menzione...
Questa pimavera è stata ricca di sorprese. In primis un musical splendido "Across the universe".
Per chi non l'abbia ancora visto merita assolutamente. Le musiche sono completamente tratte dal repertorio dei Beatles, un gruppo che conosco ahimè, troppo poco. Gli arrangiamenti sono sensazionali, e non tolgono nulla agli originali, anzi... secondo me hanno ridato nuova linfa ai testi e alle musiche! La storia calza davvero a pennello: non si avverte la forzatura del racconto attraverso parole e note. La voce del protagonista è da brividi... prima di vedere questo film niente mi aveva colpito come Moulin Rouge, e naturalmente, la mitica performance della Kidman e di McGregor. Bhè, posso dire che il confronto regge eccome. In altri musical, dove le musiche erano di tutto rispetto, era stata forse la regia a deludermi... come nel caso di "The Phantom of the Opera" (naturalmente non prendo neanche in considerazione la versione italiana che ha osato tradurre anche le canzoni!!!). La regista riesce a dosare in maniera perfetta il giusto mix di verosimiglianza e psichedelicità, che ben si concordano con il periodo in cui è ambientata la vicenda: gli anni '60 in America, dove da un lato si scontano gli effetti devastanti della guerra in Vietnam, e si risponde con manifestazioni e un profondo impegno politico delle nuove generazioni, dall'altro vi è un diffuso ricorso agli stupefacenti negli stessi ambienti giovanili, strettamente coinvolti nella nuova rivoluzione pop. Insomma, se non si è capito, mi è piaciuto da matti!
Sempre all'insegna della musica un altro piccolo gioiello, un film a bassissimi costi di produzione
: Once. Vidi tempo fa un servizio del caro buon vecchio Mollica che mi incuriosì un bel pò. Naturalmente in questa ridente cittadina di provincia sembrava non ci fossero possibilità di vederlo arrivare. Mi ero rassegnato all'idea di dover andare fino a Firenze, ma mi ero arreso di fronte alla mancanza di una valida compagnia. E alla fine, il nostro piccolo cinema Eden, che resiste alla feroce e commercialissima concorrenza della Multisala, ecco che me lo propone in ritardo di quasi un mese. Che dire... una storia che è davvero molto semplice, che ti aspetti finisca nella maniera più scontata del mondo, e cioè in una storia d'amore impiastricciata in qualche modo. E' lì che ti stupisce. Le musiche sono tutte originali, per altro non solo interpretate dai protagonisti, ma scritte da loro stessi. E' tutto ambientato nelle strade di Dublino (sbav... vero Vale?) e riesce ad essere un film dolce e divertente allo stesso tempo. Bhè, ve lo consiglio. Unica clausola: non avvicinatevi aspettandovi il capolavoro, quello che stupisce qui è la semplicità.
Eccomi qua, già giunto alla mia dose mattutina di caffè. E' meraviglioso aspettare e sentirne l'odore che si sparge per la cucina, mi sembra di percepire tutto più nitidamente e di rompere l'ovatta che mi avvolge a quest'ora del mattino. E si ricomincia...
Ieri sera finalmente ho finito di leggere il Decameron. Cominciavo davvero ad esserne nauseato. Da lunedì non faccio altro che leggere, leggere e fare sintesi, schemi, appunti. E per fortuna che avevo avuto l'accortezza di avvantagiarmi durante il semestre e di aver già archiviato quattro giornate... Adesso mi aspetta la critica, ma voglio liquidarla alla svelta per poter finalmente fare questa benedetta breve relazione, per la quale ho scelto già l'argomento: "Boccaccio e i modelli classici. La novella di Tito e Gisippo." Mica male, eh? Speriamo di sbrigarla alla svelta... preparo questo esame ma sono già con la mente al prossimo!
Ancora non so se stasera uscirò oppure no. Quello che è sicuro (più o meno) è che domani sera finalmente andrò al cinema a vedere ONCE, il film che mi ha stregato grazie alla splendida colonna sonora: speriamo che la trama e le riprese non tradiscano il resto! [Ma so che non sarà così: ho già meditato di chiedere a quelli del cinema la locandina!!!] Non c'è bisogno di dire come ogni mia speranza fosse stata spazzata via, a causa degli orrendi gusti di chi gestisce i cinema della mia città e soprattutto la multisala. Ma per fortuna il nostro piccolo cinema Eden porta anche ad Arezzo i film più impensabili...
Eccoci qua in poleposition, pronti a riprendere le attività di sempre. Ieri sera altro che Sanremo, il mio pc proiettava "Jules e Jim", di Francois Truffaut. Che perla! Era più di un anno che non lo rivedevo. Lo trovo geniale, e mi stupisco alla luce del fatto che sia un film di cinquanta anni fa. Jeanne Moreau è fantastica nella parte di Catherine, l'eclettica trentenne che innamora i due amici. E' la storia di un amore anticonvenzionale, che va dalla Belle Epoque agli anni '30. Ma più di ogni altra cosa è la storia di un amicizia, che va al di la delle differenze, al di là dell'essere francese e tedesco, al di là della guerra. Molti sono i dialoghi interessanti, ancora di più quelli onirici. Ecco quello che conservo da questa terza visione:
Jules: "Si ricordi, Jim, che le parole non possono avere lo stesso valore visto che non hanno lo stesso sesso: in Tedesco noi diciamo il guerra, il morte, il luna, invece sole e amore sono di sesso femminile, la sole, la amore... la vita è neutro". Jim: "La vita è neutro? E' molto bello e molto logico."
Parlavo di una pubblicità nei commenti ad un paio di post fa. Me la ricordavo a malapena, solo qualche parola e immagine. Con l'aiuto di Nunù che mi ha ricordato la frase esatta non solo ho scoperto che quelle parole le aveva scritte Erasmo (tra l'altro uno dei più grandi grecisti mai esistiti, eh eh) ma sono riuscito a ritrovare lo spot, a mio avviso altrettanto bello...
"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia."
(e se vi va di rivedere il video lo trovate qui.)
Più passa il tempo più mi rendo conto dell'importanza che attribuisco alle persone. Forse più che agli individui la mia mente è interessata ai rapporti. Ho la capacità tessile di un ragno nel tracciare invisibili fili che mi legano a coloro con cui ho condiviso molto, troppo o in altri casi una misera parentesi di vita. Forse è una forma di vigliaccheria, non lo so. Non è facile. Da un lato è rassicurante, dall'altro è impegnativo. Mi è stato detto in passato che il mio problema è che non riesco mai a chiudere del tutto, lascio sempre una porta aperta. Ammesso che questo sia un problema, mi chiedo dove stia la mia volontà in tutto ciò. E' come se questa zona del mio agire mi sfugga completamente. In certi casi lo ammetto, ho deciso io stesso di lasciare solidi quei fili, ma sono casi isolati, un paio, credo; nella maggior parte la rete rimane invisibile ma stabile, fuori da ogni mio controllo. Forza e debolezza insieme.
Vengo da due giorni di risate e divertimento, spensieratezza e riposo. Ieri sera "La Meglio Gioventù". Dopo tutte le volte che l'ho visto ancora mi muove, mi sembra ci sia tutto. Ancora mi identifico in Nicola, penso che vorrei essere un uomo come lui e mi chiedo se ne sarei capace; gli invidio la capacità di riniziare, di reinventarsi, il coraggio di un viaggio da solo, il saper sorridere alla vita, l'avere una figlia da amare nonostante tutto, il sapere investire nelle persone. Cresce invece l'avversione per la freddezza e l'imperturbabilità di Matteo; questo film è fatto di personaggi che ormai non riesco più a considerare semplicemente come tali, personaggi immaginari, nella mia mente sono come persone reali. La serata mi ha consegnato alla mente un flash di qualche anno fa: la situazione era la stessa, altre persone però sedevano nello stesso divano. La cosa stranamente non mi turba... penso, è la vita. Stamani invece un pensiero carino, la mia adoraterrima vicina di casa, accompagnata dal suo pazzo fidanzato sono venuti a svegliarmi per fare colazione insieme. Latte, caffè, biscotti e una torta al cioccolato fatta da Laura. Sono talmente rilassato che credo potrei anche iniziare a studiare...
[Teardrop; José Gonzàlez]
Into the wild. Non andate a vederlo, davvero. E' un film troppo bello per essere visto. Sì, proprio così. Di quella bellezza autentica che non si esaurisce in due baci appassionati o nel racconto di un uomo che è arrivato. E' piuttosto quel genere di bellezza pesante, quella che orbita intorno al cuore con funi invisibili, e che poi, lo avvolge e lo stringe. Una bellezza che quando tutto si riaccende è ancora lì, e poi dopo che hai dormito e ti sei alzato, non accenna a svanire.
Nelle terre selvagge. Un uomo, un ragazzo... laureato. Più o meno i miei anni. Ma lui è uno con le palle, davvero. Decide di fidarsi dell'abbandono. Parte e lascia tutto: il suo conto di 24 mila dollari in beneficienza, la sua macchina distrutta da un'inondazione, i pochi soldi che ha con sè dandoli alle fiamme, l'orologio d'oro, insomma tutto, fino anche a liberarsi dei libri che da sempre lo avevano accompagnato. Un solo obiettivo: l'ALaska. L'abbandono innalza Chris, anzi il nuovo Chris che ora si chiama ALexander Supertramp, nell'estremo tentativo di occultare il marchio anagrafico. E ogni liberazione è un passo in avanti che lo porta alla verità. Una storia in capitoli, un romanzo di formazione. Ma la coscienza di questa verità, che la felicità cioè, sia tale solo se condivisa, arriva quando quella natura selvaggia che aveva tanto cercato ora lo imprigiona. Quando i ghiacci dell'ALaska si sciolgono, e tutto sembra più semplice, ma i fiumi gonfi di neve non permettono più di fare ritorno. Questa è insieme la condanna e la salvezza. Scene forti, di certo non adatte ad un pubblico troppo sensibile. Qui c'è la crudezza dell'uomo primitivo, ancora più schoccante perchè non condizione originaria, ma scelta di vita. La cosa che forse colpisce di più è che nella estrema solitudine si coglie l'essenzialità, ovvero la vera essenza, dei rapporti umani...
Respiro, la testa si libera, il corpo si lascia cadere sulla sedia. Anche questa è andata. Soddisfazione mista ad amarezza a causa della stirpe degli imbecilli e dei boriosi che è sempre molto folta. Ma siamo più vicini alla meta, ed è ciò che conta. La cosa più bella è stata poi passeggiare spensierato per il centro, aiutare un amico nello shopping sfrenato e poi parlare parlare parlare, riversare fiumi di parole come ai vecchi tempi! Eh sì l'amicizia è un gran cosa!!! Mi godo il momento di beata spensieratezza, ceno in fretta e poi cinema! Questo "Into the wild" diretto da Sean Penn mi ispira proprio, speriamo non deluda...