De me ipse
ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.hic sum ego
"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]imagines
Recentiora
Antiquitates
Nexus memorialumque libelli
Argumenta
Ratiocinator
Gratiarum actio
Into the wild. Non andate a vederlo, davvero. E' un film troppo bello per essere visto. Sì, proprio così. Di quella bellezza autentica che non si esaurisce in due baci appassionati o nel racconto di un uomo che è arrivato. E' piuttosto quel genere di bellezza pesante, quella che orbita intorno al cuore con funi invisibili, e che poi, lo avvolge e lo stringe. Una bellezza che quando tutto si riaccende è ancora lì, e poi dopo che hai dormito e ti sei alzato, non accenna a svanire.
Nelle terre selvagge. Un uomo, un ragazzo... laureato. Più o meno i miei anni. Ma lui è uno con le palle, davvero. Decide di fidarsi dell'abbandono. Parte e lascia tutto: il suo conto di 24 mila dollari in beneficienza, la sua macchina distrutta da un'inondazione, i pochi soldi che ha con sè dandoli alle fiamme, l'orologio d'oro, insomma tutto, fino anche a liberarsi dei libri che da sempre lo avevano accompagnato. Un solo obiettivo: l'ALaska. L'abbandono innalza Chris, anzi il nuovo Chris che ora si chiama ALexander Supertramp, nell'estremo tentativo di occultare il marchio anagrafico. E ogni liberazione è un passo in avanti che lo porta alla verità. Una storia in capitoli, un romanzo di formazione. Ma la coscienza di questa verità, che la felicità cioè, sia tale solo se condivisa, arriva quando quella natura selvaggia che aveva tanto cercato ora lo imprigiona. Quando i ghiacci dell'ALaska si sciolgono, e tutto sembra più semplice, ma i fiumi gonfi di neve non permettono più di fare ritorno. Questa è insieme la condanna e la salvezza. Scene forti, di certo non adatte ad un pubblico troppo sensibile. Qui c'è la crudezza dell'uomo primitivo, ancora più schoccante perchè non condizione originaria, ma scelta di vita. La cosa che forse colpisce di più è che nella estrema solitudine si coglie l'essenzialità, ovvero la vera essenza, dei rapporti umani...
