De me ipse

ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.

hic sum ego

"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]


"Rimango seduto fra i cespugli, finchè non si spengono tutte le luci, finchè la casa non si è sistemata per la notte. Poi le giro attorno camminando lentamente, con stelle e pianeti che brillano in cielo. Sopra di noi esplodono i soli, scavando buchi nella galassia, portando la loro luce nell'altro mondo. Qui sotto... io orbito..." (A home at the end of the world. MCunningham)

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Gratiarum actio

Postato alle 19:29 di martedì, 29 aprile 2008
Bevi, solo dalle mie mani,

le mie dita sono rami.

Vedi, tutto attraverso i miei occhi,

il tuo umore è come miele sciolto nella bocca.

Un giorno così perfetto lo voglio dilatare,

vedi non ricordo più,

più dove volevo andare

Bevi, solo dai miei rami,

le mie dita sono chiodi.

Chiodi, fissi infondo al tuo cuore

pure livido e assente, come miele.

Un giorno così perfetto, un denso bisogno d'amore,

un corpo così freddo io,

guardo le foglie cadere. [Sete, EPO]
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Postato alle 17:35 di sabato, 26 aprile 2008

Mi cullo ancora una volta dentro le parole di Gramsci. Sorrido, ascoltando La Rosa di turi, nel pensare che il mio pomeriggio è passato quasi interamente a fare rose... La giornata era nata all'insegna della pigrizia e visto che stare a letto tutto il giorno sarebbe stato indecente ho curato la mia accidia cucinando. Ho fatto due torte di rose: una salata e una dolce. Adesso sono in forno e io le guardo con soddisfazione, curioso di sapere se piaceranno ai miei amici. Strano poi che tra tutti i libri che amo oggi mi ricapita tra le mani proprio il Piccolo Principe...


"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi".

" L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.

" E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".

"E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.

" Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.

Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…"

" Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

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Postato alle 11:42 di sabato, 26 aprile 2008
Quando finiva l'estate la casa diveniva un piccolo laboratorio di produzioni artigianali. E così la cucina veniva progressivamente occupata di casse di pomodori, cesti colmi di more, barattoli di grandezze tutte diverse e calderoni per bollire le conserve. Bhè, io me lo ricordo. Me ne stavo sul nostro lungo tavolo di legno e guardavo, assorbivo tutto. Non mi annoiavo mai, c'era sempre qualcosa di nuovo, qualche gesto sapiente ma mai visto prima. Me ne stavo appollaiato là sopra, oppure, quando tutta la superficie di legno era occupata, mi sedevo su una sedia e appoggiavo i gomiti al tavolo, come per avere sotto controllo l'intera operazione. Un'unica cosa non mi è mai andata giù. Quando poi alla fine, la mamma metteva dei pezzetti di stoffa colorata sui barattoli e poi scriveva tante etichette tutte uguali e ce le appiccicava sopra. Mi sembrava troppo industriale, troppo artificiale. Appiattiva tutto sotto quegli adesivi a scacchi bianchi e rossi. I barattoli, tutti diversi, sembravano improvvisamente un piccolo esercito pronto all'assalto. Io, per me, sarei andato in tutti i negozi, in tutte le ferramenta a cercare i barattoli più diversi e meglio ancora i tappi più strani e poi avrei fatto uno zoo di conserve invece di un esercito.
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Postato alle 13:36 di venerdì, 25 aprile 2008

Completamente rapito da "Il trionfo del Tempo e del Disinganno" trascorro questo pomeriggio di festa. Ci sono alcuni brani che mi rapiscono in una diversa dimensione e questo oratorio di Handel ne è davvero colmo... e poi la Dessay e la Prina hanno delle voci sublimi...


Ieri sera concerto a Firenze, nella sala del conservatorio. Mozart e il concerto per flauto, arpa e orchestra; poi Beethoven e l'ottava sinfonia: energia allo stato puro. Mentre tornavamo alla macchina avrei voluto camminare a testa in giù, in verticale: ero davvero sveglio, completamente rinato dopo una serata del genere. E poi avere accanto le persone a cui si vuole davvero, sinceramente, bene è quanto di più appagante ci sia... prossimo appuntamento domenica pomeriggio a San Quirico, in val d'Orcia: Marco all'oboe, accompagnato da una splendida pianista, ci farà sentire Bach e Schumann, sono curiosissimo. Io invece devo assolutamente rimettermi sotto con il violoncello, vorrei recuperare costanza e sprint, ma comincio ad essere stanco, pur dovendo ancora venire la parte più densa e faticosa del mio anno accademico. Ma quando verrà l'affronterò di petto e, ancora una volta, ricominceremo a correre! Vi piace questa positività? :)

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Postato alle 19:10 di lunedì, 21 aprile 2008

Caro Blog. Ultimamente quando mi affaccio per scrivere si verificano le seguenti reazioni: a) guardo attonito la pagina bianca per qualche secondo e la richiudo; b) scrivo un inizio, poi lo cancello, poi lo riscrivo e lo ricancello, finché non arrivo di nuovo allo stadio mentale di cui abbiamo discusso al punto a). Detto questo mi accingo a ricominciare... e ricomincio da me! E' un periodo strano e molto contraddittorio. Alterno stati d'animo molto conflittuali: da slanci propri di un eroe romantico a depressioni leopardiane per intenderci. In generale posso con fierezza dire che ho ripreso a studiare a pieno ritmo, dedicandomi principalmente a Filologia Classica ma anche al mio amico Boccaccio che mi ha riservato e continua a riservarmi molte sorprese! Detto questo, grazie anche ai consigli ricevuti nel post precedente, sto facendo dentro di me chiarezza su cosa voglio dal futuro, e soprattutto su dove cercare. Entro la metà di maggio intendo andarmene a visitare sia l'ateneo di Pavia che quello di Torino, per poi andarmene a Bologna e fare un pò il punto della situazione. A forza di parlare della cosa mi sento più forte e molte paure si attenuano. Vedremo insomma. Accanto a tutta questa ondata di positività ci sono comunque piccole stonature: mio malgrado ho ripreso ad alzarmi tardi e controvoglia, ma soprattutto non riesco più ad avere la costanza dei mesi scorsi nel fare sport. La vita sociale va alla grande: venerdì sera concerto di Einaudi, sabato sera spettacolo teatrale davvero divertente, domenica concerto di Ivan più cinema, insomma meglio di così non si può! Un saluto a tutti e... a presto. ALè

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Postato alle 09:24 di martedì, 15 aprile 2008

Le speranze per queste elezioni sono state spazzate via nel peggiore dei modi possibili: non mi aspettavo si sollevasse questo vento del nord, non mi aspettavo di sentire le mie labbra dire "Non ci resta che aspettare che passino velocemente questi cinque anni".  Torno a spengere la televisione e mi rifugio nel mio isolamento, di nuovo. Chiuso il capitolo elezioni, mi ritrovo a pensare a cosa offra questo nostro paese. Per ora vedo i miei meravigliosi ruderi, i siti archeologici, l'arte, ma altro non vedo. Mi chiedo che futuro possa avere io qua. Ma al solito giungo a domande troppo grandi. In questi giorni mi torna in mente una bella domanda sul futuro: la laurea specialistica. Eh sì, tra un pò ci saremo... non so ancora cosa fare, ne tantomeno dove. Perciò chiedo a voi, parlatemi delle facoltà di lettere delle vostra città, parlatemi di amici e amiche che studiano fuori sede le mie stesse discipline, insomma, aiutatemi un pò... :)

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Postato alle 20:21 di giovedì, 10 aprile 2008

Altrove. In un'altra vita, in un altro mondo, in un altro corpo. Me stesso ma diverso; chiudo gli occhi e vedo questo. In una barca a remi che esce dal cemento e si butta in mare, perchè il sapore del sale mi rincuora. IL mio legno sono pagine di vocabolario rivestite di pazienza e rassegnazione, impermeabile.


Mi manca l'inchiostro e scrivo col sangue: è piacevole nonostante tutto. Una goccia di sangue in un mare salato non sarà notata, scivolerà si confonderà. Voglio approdare in una strada pulita, con palazzi stuccati di giallo e bianco, terrazze con ringhiere in ferro battuto. Lasciare la barca e ricostruire pagina per pagina i miei libri. Trovare un inchiostro che evidenzi parole mai pronunciate. Ho deciso che salirò gradino per gradino, con le pagine sotto il braccio, la colla e un pennello. E comincerò un'altra vita, in un altro mondo, con un altro corpo.

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Postato alle 09:58 di giovedì, 10 aprile 2008

Sempre. Due sillabe, pesanti. Talmente pesanti che ti rimangono incollate alle labbra e non vogliono staccarsene. Che poi se lo dici ad occhi aperti è ancora più difficile, allora uno ci prova ad occhi chiusi, e forse ci riesce. Che poi qua nessuno lo dice perchè è un impegno dire sempre, allora sempre non si dice. E che si dice? Si dice sempre ora, e forse ora più ora più ora fa sempre, ma della matematica non mi sono mai fidato...

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Postato alle 18:35 di martedì, 01 aprile 2008

"Ho cercato casa, tra le pieghe delle mani"


Alla fine nella vita si è sempre alla ricerca. Alla ricerca del successo, alla ricerca della felicità, alla ricerca dei soldi, alla ricerca dell'amore. A volte siamo così intelligenti da voler cercare noi stessi. Penso che è difficile trovarsi: o meglio, ci troviamo ma solo per brevissimi istanti, il tempo di sbattere le ciglia e siamo di nuovo persi. Io oggi mi sono ritrovato in un riflesso, mentre il suono di un violoncello mi ricordava chi ero. Ho riso ma non era abbastanza, mi sono reso conto di come il mio viso, il mio corpo, non fossero abbastanza per esprimere la gioia improvvisa.  Però mi sono visto, e forse era la prima volta. E forse per vedermi c'era proprio bisogno di quel riflesso.

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