De me ipse
ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.hic sum ego
"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]imagines
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Quanto ho aspettato marzo. Lo desideravo come la cosa più preziosa. No, perchè io me lo sentivo che sarebbe stato tutta un'altra cosa quando fosse arrivato. E così, ne più ne meno, è Marzo, perchè indietro mai più si ritorna.
Ischia aveva un fascino sconosciuto. Quello selvaggio e violento delle terre del nord. Ero sceso aspettandomi caldo e sole... ho trovato invece pioggia e nubi. Ma detta così non rende, e potrei sembrarne più deluso di quanto sia in realtà. Trattengo due cose: il vento e le onde. Nelle mie passeggiate erano queste le due costanti. Il primo feriva il viso e le labbra, le altre invece galoppavano verso gli scogli e coloravano il mare di colori che mai avevo visto in quella costa. E' stato bello fare jogging in riva al mare, anche quando ha cominciato a piovere mare. Si, proprio così, pioveva mare... il vento era talmente forte che le gocce d'acqua bagnavano la strada. E così, mista al sudore c'era l'acqua salata e le mie gambe erano spinte non solo da me ma dal vento e dal mondo intero.
IL maltempo però non ha avuto solo questi aspetti piacevoli. Sono rimasto bloccato sul porto lunedì mattina, e per l'ennesima volta non sono riuscito a visitare Napoli come avrei voluto, a vedere ALma Tadema come desideravo da tempo. La rabbia è salita come da molto tempo non avveniva. Ma alla fine è inutile combattere col mare... che senso ha? La sua forza è insieme immobile e dinamica, indistruttibile. E più passa il tempo più me lo sento nelle vene quel mare, nonostante voglia sempre nasconderlo o cancellarlo. Ma si sa, le cose più belle sono sempre quelle non dette. In silenzio. Ho messo in fila i giorni.
Mmhh... La mia amica LUCYDENY mi invita al curioso meme dei Sette Segreti. In realtà, a spulciare nel mio blog, già si possono trovare i miei sette segreti... visto che altri sette non ne ho, ma che alla mia Deny non si può dir di no, vi rivelerò l'ottavo segreto (queste rime interne sono terribilerrime...):
8. Odio perdere il controllo, e faccio di tutto perchè ciò non avvenga. Poi ci sono i sentimenti e con quelli non si combatte. E allora sì che smetto di essere quadrato come pretendo di essere. L'effetto è che mi sento sciocco... ma la sapete una cosa? Mi rendo conto che non è poi così male abbassare le barriere, e così nella cosa che più odio trovo che vuol dire essere felice.
Eccomi qua, pronto a fare il punto ancora una volta... Ritorno al mio scoglio, e ritorna con me l'altalena di gioia e noia che mi accompagna nelle mie giornate a Ischia. L'arrivo è stato grandioso: ieri c'era un sole davvero splendido e così sono stato in spiaggia: il mare era leggermente agitato, la spiaggia deserta e così mi sono disteso a godere di tutta quella bellezza. Passavano i minuti e mi sembrava quasi di assorbire l'energia di quel posto... dal pomeriggio però il clima è cambiato radicalmente: un vento fortissimo ha reso il mare ancor più bello, violentemente bello... e io passeggio sul molo, cammino sui muretti sopra la costa, ascolto la mia musica (in particolare gli Elbow) e mi lascio bagnare dal sale che le onde scagliano dal basso. Stasera per la prima volta sono stato a correre: pensavo di faticare molto di più, ma non so, forse il particolare panorama, il mare suggestivo, mi hanno regalato un'idea di potenza che non conoscevo... ed è stato magnifico! Dopodomani spero di andare a Napoli, finalmente riuscirò a vedere il Museo Archeologico e la splendida mostra di ALma Tadema: non vedo l'ora...
"Ed anche se partire
Mi fa morire il cuore,
Andare via vorrei ogni momento.
Per questo immenso canto
Della vita che abbraccio nel ritorno,
E così mille e mille volte al giorno
Andare via vorrei
Per quanto amo i ritorni miei."
I giorni corrono, galoppano... e io, al solito, li metto in fila e li confondo.
In una settimana mi sono ritrovato a Roma, a Firenze, poi in Umbria, a Spoleto e ad Assisi, infine ieri sera a Siena. Ci sono periodi in cui vegeto in questa valle e momenti come questo, dove invece riscopro una vitalità che mi permette di sedermi al volante e partire... sono stati giorni per me, che mi hanno permesso di sedermi ad osservare i paesaggi dal finestrino di un treno regionale, con solo la mia musica nelle orecchie; sono stati giorni per noi, giorni in cui accanto a me erano seduti gli amici di sempre e quelli nuovi. Firenze è stata un'avventura, le biblioteche, l'Arno, S.Lorenzo e i mille manoscritti... e Firenze sono stati Marco e Serena. Domenica Spoleto, quel duomo, quel ponte delle torri, la corsa per inseguire il sole, il lago Trasimeno e Laura. Un senso di pace sconosciuto, la coscienza che la primavera stava arrivando. E ieri la mia amata Siena. IL duomo, il mio preferito, scenografia perfetta per le Leçons de Ténèbres di Couperin. E la strada erano solo quei settantadue chilometri, pochi, ma sufficienti per avere conferma di una nuova amicizia che mi fa sorridere sincero. Giovedì sarà Napoli e il porto. Ma poi la terraferma mi regalerà ALma Tadema e non aspetto altro...
Nota al lettore: non cercare la grammatica dove a parlare sono i sentimenti e le immagini. Non cercare la virgola che significa, dove i giorni si sorpassano e si confondono, non cercare presente, futuro e passato, perchè qui dentro sono lo stesso momento. Vecchi difetti.
Dopo un pomeriggio all'insegna delle ripetizioni (O_O) finalmente trovo il tempo di affacciarmi sul blog e spolverare un pò della vita degli ultimi giorni. Le emozioni e le cose da fare al solito non mancano; in primis il violoncello. Finalmente ho ripreso a studiare con regolarità, ho rivisto il prof dopo quasi tre settimane, ma fortunatamente alla fine non ero poi così arrugginito. Nuove sfide per il futuro, speriamo di crescere e di riuscire a tirare fuori il meglio dal mio fedele Ausonio!
In questi giorni penso molto alla sfera affettiva. In particolare mi focalizzo sull'amico, sulla mia funzione di amico, sui miei amici. Penso e rifletto. Ho passato momenti altalenanti da questo punto di vista. In alcune situazioni avrei desiderato essere solo, solo con me stesso, solo e basta. E proprio in questi giorni mi rendo conto di come ciò sia completamente estraneo al mio carattere. C'è chi parla di amicizia come abitudine e opportunismo. Dal mio punto di vista, parziale e soggettivo, ciò non può essere. Cioè, esistono rapporti di questo tipo, ma non sono amicizia, sono altro. Essere amico non è semplice, è amare forte e volere il bene di un altro. Ma anche avere amici non è semplice. Il mantenerli è ancora più difficile. Insomma, questi sono solo alcuni dei mille pensieri che si scontrano nella mia testa...
La cura del corpo continua. Come già capitato in passato mi risulta difficile da intraprendere, ma una volta iniziata è come se mi cullasse. Andare alle 9 in piscina mi rilassa, mi riappacifica con il mondo. Non so, l'acqua è equilibrio per me. Domani invece mi aspetta Firenze, la biblioteca nazionale, e vediamo di mettere mano a questa benedetta tesi...
Oggi sono a posto. Sì, sai quando sei in macchina, ascolti la musica perfetta per quel momento, la mente è libera e le cose che hai da fare non sono un peso? Ecco, oggi è uno di quei momenti. Non ho ignorato la sveglia stamani ed è stato il contatto con l'acqua della piscina a cacciare via gli ultimi residui della notte. Cominciare così è un toccasana e mi chiedo perchè ho aspettato così tanto a decidere di tornare a muovermi. A casa mi aspettava Ausonio, ultimamente troppo trascurato. E così piano piano, riacquisto familiarità con il la tastiera del mio violoncello.
L'università improvvisamente si trasforma da peso a stimolo continuo. Seguo un corso che potrei evitare ma che mi dà tanto, Letteratura Italiana. Le lezioni sono perfette: sono davvero un piacere, merito dell'autore di cui parla il corso, Boccaccio, e di una docente giovane preparata e simpatica. Meglio di così davvero non si può! E poi riscopro il piacere di questo luogo: la possibilità di sedersi e in 4 ore fare amicizia con un sacco di gente. Così trovo un nuovo amico e mi ricordo di come le differenze non siano altro che un valore aggiunto alla monotonia di ogni giorno.
I miei occhi erano fessure. Mi sono bagnato il viso quattro volte prima di realizzare che erano le sei e mezza e che mi dovevo muovere... poi, da lì in poi, il ritmo del mio tempo si è quadrupicato. Mettermi le scarpe e salire in treno più o meno è stato tutt'uno. E poi quando uno arriva alla stazione e trova delle persone care ad aspettarlo, ma vuoi mettere? La mia piccola pulce si è messa gli occhiali, è troppo buffa. Abbiamo scartato i regali ed è stato davvero molto bello vedere le facce l'uno dell'altro... è il bello dei regali quando non sono dettati da festività ed obblighi, è tutto più vero! Siamo stati in luoghi che già conoscevo e in molti altri che non avevo mai visto... mi ha colpito l'auditorium dove ho scoperto che verrà anche Bjork a luglio, e di questo luogo fermo un ricordo: io che riconcorro Lissa sul piazzale, e le risate, e gli urli "non mi prendi, non mi prendi". E poi ho visto per la prima volta l'Aventino... sarà che era il tramonto e che io stavo per andarmene, sarà che abbracci tutta Roma, e io così non l'avevo mai vista, forse erano le chiese di santa Sabina e sant'Anselmo. Non lo so, ma quel posto mi è rimasto nel cuore...