De me ipse

ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.

hic sum ego

"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]


"Rimango seduto fra i cespugli, finchè non si spengono tutte le luci, finchè la casa non si è sistemata per la notte. Poi le giro attorno camminando lentamente, con stelle e pianeti che brillano in cielo. Sopra di noi esplodono i soli, scavando buchi nella galassia, portando la loro luce nell'altro mondo. Qui sotto... io orbito..." (A home at the end of the world. MCunningham)

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Gratiarum actio

Postato alle 10:28 di venerdì, 29 febbraio 2008

Tirato in ballo dalla mia disgraziata preferita, l'amabile Cesira, colgo l'occasione che aspettavo da mesi, rivelarvi sette miei segreti segretissimi. Avevo proprio bisogno di questo meme! Indi per cui, grazie Cesira! (si nota il sarcasmo? :p)


1. Sono molto, molto narcisista. Sono capace di stare decine di minuti allo specchio a guardare se mi sta meglio questo o quello. E cose di questo tipo influiscono nel mio lunatico umore!!!


2. Di tanto in tanto scrocco qualche sigaretta, soprattutto nei periodi di maggior nervosismo. Tutto questo per la gioia di amici (come il mio Manolo) che spesso mi rimproverano, giustamente. Anche perchè io sono in linea teorica contrario al fumo, essendomi fatto già 6 mesi di chemio proprio non ho voglia di rivivere certe esperienze!!! Ora sapete anche che sono molto molto contraddittorio.


3. Segretissimo che più segreto non ce n'è. Sono pigro peggio di un tasso d'inverno. Se non avessi i mille impegni che ho, sarei capace di passare giornate intere a letto, magari leggendo. Cosa che, almeno una volta al mese avviene!


4. Confesso che mi sto sforzando molto perchè non mi viene in mente niente. Ah sì! Una cosa che farà rabbrividire tutte le mie accanite lettrici! Sono la peggior specie di uomo esistente, per due motivi: dormo con i calzini, e in genere preferisco gli slip ai boxer! Lo so, è una colpa imperdonabile, ma a mia discolpa vi comunico che uso solo biancheria nera! :)


5. Credo nell'esistenza e nella necessità di coltivare una sfera spirituale. Mi piacerebbe fare un viaggio da solo anche per questo aspetto! Credo che il rumore e l'avere accanto sempre qualcuno sia deleterio da questo punto di vista.


6. Ho sempre voluto diventare un giocatore professionista di pallavolo. Da piccolo a forza di guardare Mila e Shiro e poi andare fuori a giocare sono diventato ambidestro e so fare la schiacciata con la sx! Sono stato anche nella squadra della scuola alle scuole medie, e alle superiori il professore mi faceva la corte, invano, per entrare nella squadra del liceo. Peccato che dovetti rinunciare causa salute!


7. Evviva, siamo in fondo! Vediamo vediamo. Ah, sì! Sono morbosamente attaccato al telefono. Lo uso spesso, troppo, anche e soprattutto mentre guido. Le mie chiamate racchiuse in 13 km sono ormai celebri! :) Sono un fan della vodafone, mi incanto alla pubblicità, e provo venerazione nei confronti di Megan Gale e di Ilary Blasi. Ecco, l'ho detto...

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Postato alle 19:38 di giovedì, 28 febbraio 2008

E direi che si comincia a ragionare. Archiviato anche il caso Storia contemporanea, mi appresto a recuperare ritmi meno disumani. Prossimo appuntamento esame di Diplomatica. Vi domando: qualcuno sa per caso di che materia parlo? (ALba non vale, svela al massimo dopo il 4 commento) :p

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Postato alle 08:16 di mercoledì, 27 febbraio 2008

Eccoci qua in poleposition, pronti a riprendere le attività di sempre. Ieri sera altro che Sanremo, il mio pc proiettava "Jules e Jim", di Francois Truffaut. Che perla! Era più di un anno che non lo rivedevo. Lo trovo geniale, e mi stupisco alla luce del fatto che sia un film di cinquanta anni fa. Jeanne Moreau è fantastica nella parte di Catherine, l'eclettica trentenne che innamora i due amici. E' la storia di un amore anticonvenzionale, che va dalla Belle Epoque agli anni '30. Ma più di ogni altra cosa è la storia di un amicizia, che va al di la delle differenze, al di là dell'essere francese e tedesco, al di là della guerra. Molti sono i dialoghi interessanti, ancora di più quelli onirici. Ecco quello che conservo da questa terza visione:


Jules: "Si ricordi, Jim, che le parole non possono avere lo stesso valore visto che non hanno lo stesso sesso: in Tedesco noi diciamo il guerra, il morte, il luna, invece sole e amore sono di sesso femminile, la sole, la amore...  la vita è neutro". Jim: "La vita è neutro? E' molto bello e molto logico."

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Postato alle 13:44 di martedì, 26 febbraio 2008

Oggi ho voglia di scrivere, per cui, scrivo. Mi piace questo sillogismo molto democratico... :p


Sto ascoltando un pò di musica. Ho le cuffie e il volume è altissimo. Tutte cose che mi accompagnano solo da pochi mesi, nuove scoperte che parlano nelle mie orecchie.  Ora è la volta di Paolo Benvegnù... l'ho conosciuto per caso, meno di un mese fa. Mi ha ispirato un post e continua ad ispirarmi... "il respiro è un dettaglio che ci rende uguali". E poi, sempre in giro per blog, mi sono deciso ad ascoltare qualcosa dei Radiohead. Mi sono sembrati molto poliedrici, ma alcune cose,  mi hanno affascinato davvero moltissimo. A darmi l'energia invece ci sono i ritmi impossibili e gli scioglilingua dei MartaSuiTubi, per i quali, devo ringraziare la mia piccola Laura. E con loro si apre il mio msn: "Altalene che restano ferme a metà!". Ultimi ma primi negli ascolti i miei napoletanissimi EPO. Proprio ieri ho messo il loro primo cd in macchina... e ogni volta mi fa cantare e emozionare come poco altro. "Ho attraversato litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci..." per cui:


"Lascio che le cose passino e mi sfiorino!"

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Postato alle 10:59 di martedì, 26 febbraio 2008
Le mie giornate stanno passando alle prese con la guerra fredda, i mille conflitti araboisraeliani, Stalin e Truman, Krusciov  e Kennedy, il PCI e la DC. Insomma per chi non l'ha capito sto preparando quel terribile esame che si chiama Storia Contemporanea. Devo ammettere che è più bello di quanto immaginassi; il corso l'ho seguito l'anno passato, e ho avuto la fortuna di incontrare un professore ravennate davvero davvero in gamba. IL titolo del modulo monografico lo dimostra: Cinema e Storia. Oltre alla parte istituzionale, dove naturalmente devi dimostrare la conoscenza dei "fatti", questo secondo modulo è stato una interessante riscoperta di classici del cinema internazionale che davvero mi mancavano. E non si è trattato solo di film polverosi e fatti solo di guerra, anzi. Ieri sera ad esempio mi sono rivisto "Senso" di Luchino Visconti (tratto dal romanzo di Camillo Boito) e "Una vita difficile" di Dino Risi, con un sensazionale Alberto Sordi. Stasera, se non sono messo male con la fase di memorizzazione di battaglie, nomi e piani economici mi guarderò "Jules e Jim", un film degli anni '50 diretto da Truffaut. Quando l'ho visto l'ho trovato meraviglioso, sono rimasto colpito dalle musiche (riprese da Giordana per la mia adorata "Meglio Gioventù") e dai continui rimandi alle "Affinità Elettive", un romanzo che manca dalla mia libreria, ma che non vedo l'ora di leggere...
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Postato alle 10:24 di lunedì, 25 febbraio 2008
La mattina suona la sveglia. Ancora un pò, ancora. La rimando. Poi la rimando, e infine la rimando. E così mi alzo, per pietà nei confronti della sveglia. Mi metto a sedere sul letto e il freddo del mattino già mi raggiunge quando mi accorgo che non c'è più. Dove sei? Guardo sotto il letto ma la mia voglia di fare, la mia impazienza di agire oggi non c'è. E così capita che ancora mi aggiri in questa parte della mia camera che si chiama letto, rimandando a tra poco quello che dovrebbe essere già ora...
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Postato alle 11:48 di domenica, 24 febbraio 2008

Sono vestito di nero, anzi sono svestito di nero. IL corpo che indosso è mio ma è diverso dal solito, sento energia scorrere sotto la pelle. Nella mia mano stretta a pugno una vena è gonfia, ribolle di sangue. Sento il contatto con le lenzuola, bianche come la neve. Sono lenzuola abitate, e i cuori che battono sono due. Non insieme ma alternati, in modo che ce ne sia sempre almeno uno a tenerci in vita. La mia mano sfiora un pezzo di pelle nuovo, pelle bianca ma non troppo, disabituata alle carezze. Si ritrae spostando il volto, è istinto. Poi l'istinto cede all'affetto, e la mia mano può toccare quel viso nuovo e conosciuto insieme. I capelli avvolgono e soffocano, ma diventano polmoni sui quali respirare. Le carezze si chiudono in un abbraccio e le lenzuola celano tutto ciò che non si può dire. Non sono mai stato tanto vicino alla vita...

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Postato alle 16:54 di venerdì, 22 febbraio 2008
IL doposcuola dove lavoro è fonte inesauribile di scatch esileranti. Oggi, dopo il gerunghio e altri famose uscite, abbiamo raggiunto l'apice. IL maestro (che sarei io): "Niccolò, quando sei nato?" Niccolò: "Ad OTTOMBRE maestro!!!"
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Postato alle 19:13 di martedì, 19 febbraio 2008
Se chiudo gli occhi stasera vedo una strada. Anzi no, è un paesaggio. Mi sembrava una strada, una linea, perchè sono io a muovermi ad alta velocità. Là fuori c'è un paesaggio, un mondo intero con tutto ciò che può contenere. E' fuori, e io sono dentro, se chiudo gli occhi lo vedo. C'è un vetro di finestra, ecco ora ho capito, sono in un treno. Tutù. Tutù. Tutù. Tutù. E' il treno sulle rotaie. Dove vado non lo so. Respiro un misto di libertà e odore di ferro. Sono solo, lo sento anche se non posso che guardare verso quel movimento incessante. Nelle mie orecchie lo sento, sento un ritmo martellante, una chitarra che è quasi un tamburo e una voce sottile. Dice sempre "water is my eye, most faithful my love, feathers on my breath", e mi sembra di correre a conquistare il mondo. Con le mani tocco la plastica di uno zaino e la polvere di un sedile, e quella plastica e quella polvere sono un viaggio, il mio viaggio. Annuso libertà e odore di ferro.
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Postato alle 09:44 di martedì, 19 febbraio 2008

Sonnolento ricomincio. Ma prima fermo un paio di immagini, così per rileggerle tra qualche giorno.


Ieri a pranzo. E' stato bello condividere la gioia di un momento con un'altra persona. Avere un'amica che ti aspettasse nel corridoio del dipartimento in attesa di vedere l'espressione del tuo viso. E poi andare a svaligiare il reparto panetteria del supermercato, correre al parco a pranzare seduti sull'erba. C'era aria di primavera anche se il fresco era pungente. E dopo passeggiare, parlare e salutarsi ripartendo.


Ieri sera. La mia chiamata racchiusa in 13 km, che mi riporta persone lontane ma conservate nel cuore. E poi sentire uno degli ultimi quartetti di Beethoven, ritrovarsi in quattro per le strade deserte della città il lunedì. Vedere piazza grande e chiedersi se la Pieve avrà anche stasera un colonna storta, litigare per scegliere il pub, ma poi rilassarsi davanti a birra, succo ace e cappuccini. Ultimo momento: aspettare dentro la macchina spenta, mentre il freddo si appoggia sul metallo, riscaldati dalle parole dei tuoi amici... 

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