De me ipse
ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.
hic sum ego
"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]
"Rimango seduto fra i cespugli, finchè non si spengono tutte le luci, finchè la casa non si è sistemata per la notte. Poi le giro attorno camminando lentamente, con stelle e pianeti che brillano in cielo.
Sopra di noi esplodono i soli, scavando buchi nella galassia, portando la loro luce nell'altro mondo. Qui sotto... io orbito..." (A home at the end of the world. MCunningham)
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Ratiocinator
Gratiarum actio
Postato alle 19:00 di giovedì, 31 gennaio 2008
Respiro, la testa si libera, il corpo si lascia cadere sulla sedia. Anche questa è andata. Soddisfazione mista ad amarezza a causa della stirpe degli imbecilli e dei boriosi che è sempre molto folta. Ma siamo più vicini alla meta, ed è ciò che conta. La cosa più bella è stata poi passeggiare spensierato per il centro, aiutare un amico nello shopping sfrenato e poi parlare parlare parlare, riversare fiumi di parole come ai vecchi tempi! Eh sì l'amicizia è un gran cosa!!! Mi godo il momento di beata spensieratezza, ceno in fretta e poi cinema! Questo "Into the wild" diretto da Sean Penn mi ispira proprio, speriamo non deluda...
Postato alle 07:25 di giovedì, 31 gennaio 2008
IL freddo avvolge le caviglie. E' violento e si insinua nella carne nuda. Non rimane in superficie, raggiunge i tessuti nascosti, si propaga in un brivido che raggiunge il cuore prima, lo stomaco poi. Una lacrima gelida ferisce la tua guancia, mentre il tremore percorre le mani. O forse è frenesia. IL corpo si ribella alla morte del tutto chiedendo pietà. E' questo il frutto di una notte, insonne. Cuscini abbracciati, corpo nudo allo specchio, coperta tirata, lenzuolo stropicciato. Poche ore di oblio prima del gelo.
Postato alle 19:50 di mercoledì, 30 gennaio 2008
Le mie tecniche di estraniamento sono ormai celebri. Come non ricordare della volta che per ammazzare la noia del viaggio in treno mi tolsi gli occhiali per non vedere più i confini delle cose e quindi crogiolarmi nell'incoscienza più completa... o di quando, stordito da dosi eccessive dei mei adorati EPO, mi bagnavo i piedi nell'acqua del mare di ischia, il 31 dicembre. Direi che potrei fare di peggio. Ad esempio quello che sto facendo or ora. Arrivato alla undicesima ora di studio ininterrotta (o quasi) cerco di favorire l'afflusso di sangue al cervello: me ne sto a letto in una posizione da nobel per la scienza, cioè perpendicolare alla direzione del materasso, con le gambe a penzoloni da un lato, il busto in direzione orizzontale, e braccia e testa rovesciate dall'altro lato. Sensuale... no? Insomma: il grado di demenza raggiunto è paragonabile soltanto alle cose che mi mancano da ripetere...
Postato alle 00:09 di mercoledì, 30 gennaio 2008
Avverto tutti che è un post assai banale sulla mia noiosa vita di studente...
Che giornata!!! Intensa davvero... ho appena chiuso i libri, e visto come è andata ho fatto bene a liberarmi degli impegni serali. Mi sa che sarò relegato anche domani oggi. Mi manca ancora molto per poter avere la coscienza a posto prima di questo temuto esame... giovedì vedremo! A parte l'ansia che comunque è in dotazione con il mio carattere mi sento soddisfatto; vorrei più tempo per studiare, ma mi rendo conto che anche se l'avessi non lo utilizzerei e mi ridurrei sempre all'ultimo, vedi l'ultima volta e quella prima etc etc etc... Bhè, è l'ora di darsi una mossa. Basta rimandare, vediamo di prendere questa laurea triennale. Speriamo di chiudere il capitolo a dicembre, fremo all'idea di mettere mano alla tesi! Che ne verrà fuori? Spero di mantenermi nel campo elegiaco... superprofessoressa permettendo. Ma penso che se gli faccio gli occhi dolci acconsentirà. E' una vecchia volpe, ma so di averla in pugno... eh eh eh. Del resto... con il mio fascino... buhhhhhhh! :) Ok, mi sa che è l'ora di andare a letto... notte mondo!
Postato alle 17:03 di lunedì, 28 gennaio 2008
Aiuto! Sono stato preso in ostaggio da Isidoro di Siviglia, il Venerabile Beda e Paolino d'Aquileia (o era Aquitania?) !!! Sono una banda terribile, peggio della banda Bassotti. E ho chiamato i carabinieri, ma siccome c'hanno i lavori alla centrale, non posso fare la denuncia ma devo fare una autocertificazione!!! CesiraLaTalpa mi ha aiutato a comporre il testo del misfatto, ma il clou è che oltre il danno la beffa: dovrò pagare una multa di 65 euro! Non c'è più religione...
Postato alle 10:15 di venerdì, 25 gennaio 2008
Casa mia è un porto di mare. E' noto ai più, ormai. Tutti hanno la facoltà di invitare tutti, e così capita sempre che ci sia una persona in più... gioia quando è solo una! Stamani ad esempio il risveglio è stato come dire... addolcito!!! sì sì, addolcito, dai soffici colpetti di MARTELLO PNEUMATICO del simpatico muratore che, pensate un pò, ha creato a mia insaputa una nuova finestra (?!?!?). E naturalmente il muratore si ferma a pranzo, ma oggi seDiovuole io non ci sono che indosso i panni del maestro e alla mezza mi dileguo. Ma fin qui nessuna novità! IL colpo di grazia, ma che dico signori, la ciliegina sulla torta, è stato l'arrivo a notte fonda della befana (mmm, scusate) della M.C.Fog**a, cioè una cara amica di mammà, da ischia con furore, che se ci parli più di 5 minuti tende a venderti qualsiasi cosa, da un bimby a un rene di uno dei suoi molteplici figli. Si sa, quando uno ha il naso per gli affari...
Postato alle 14:30 di giovedì, 24 gennaio 2008
Accorrete accorrete! IL paese è in fermento! Sono le dieci e mezzo!
Stamani per la prima volta dopo non so quanto tempo sono sceso in paese. Eh sì, ho fatto il casalingo. Con tanto di tappa al forno per il più classico pane da mezzo chilo e puntata al negozio di detersivi con il dash più vecchio del globo. Ebbene, il paese a quest'ora è in trepidazione. Le nonne con i passeggini vanno per la maggiore, seguiti dai vecchietti nella piazza che ogni giorno si raccontano le loro polverose storie. Ma in questo rituale si inserisce lei, la più attesa, la più desiderata... la posta!!! Eh sì, stuoli di postini motodotati si aggirano (spesso contromano) nelle strade del paese, dispensando bollette, canoni rai, e lenzuoli pubblicitari. Non solo! Da quando ero piccolo, e in paese ci vivevo, ho notato che sono aumentati i vari corrieri che vedi intenti nella consegna di pacchi, pacchetti e pacconi. Che strano effetto vedere tutto questo dal finestrino della macchina, libero dalla trepida attesa!
Hey... ma qualcosa non torna... aspettate un attimo... uuhh! Anche su in collina è arrivata posta! Hey!!! C'è un pacco anche per me!
Postato alle 12:30 di mercoledì, 23 gennaio 2008
"E fermarsi un istante per considerare, che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali, come cerchi nell'acqua che non sanno nuotare, si infrangono... frantumare le distanze, superare le esistenze e riconoscersi nel creare, camminare senza chiedersi perchè..."
Inebetito da queste parole e da questi suoni. Per un momento non mi importa di nulla, ne del libretto perduto, ne dello studio rimandato, ne del lavoro impellente, ne delle ripetizioni tra due ore. Immagino una vita diversa da questa, in cui lavoro per me e per essere sereno, in cui le giornate sono sbuffi di farina all'alba, le coperte a mezzogiorno e un nuovo libro tra le mani. Chiudo gli occhi e mi fermo un istante a considerare. Altrove. Una camera più vuota e meno mia. Immagino di scendere dal lato sinistro del letto e dover correre per prendere la metro. Di sapere disegnare talmente bene da non dovermi sempre affidare alle parole. Di non dover spiegare nulla perchè solo il mio sguardo parlerebbe. Di guardare in uno specchio e dire ok. E poi e poi e poi... frantumare le distanze. Poter essere in una città enorme e subito dopo vivere in campagna o in montagna, aprire un piccolo bar con tanti scaffali ricoperti di libri e un clima acogliente. Ma perchè rinunciare a sognare?
Postato alle 12:40 di martedì, 22 gennaio 2008
Le chiamavano le terre del crepuscolo. Non te ne accorgevi ma se tu fossi stato un uomo più potente avresti potuto vedere tutto intorno il mare. Una mattina ti svegliavi alle 6 da poco suonate e il caldo era più atroce che a giorno inoltrato, il tuo corpo era già sudato e fili di luce ti ferivano attraverso persiane di legno scolorito. Dopo poco capivi che a battere le ore non era una campana ma i battiti scoordinati di quattro cuori. E su quella stessa acqua, a pochi chilometri, ci potevi vedere il sole affogare, tingere d'avorio prima, e di rosso poi, quella piccola isoletta in lontananza. Avevo davvero voglia di scoprire se era davvero così, se a percorrerla tutta non avrei trovato neanche il resto di un cordone che la legasse alla terra. E le terre del crepuscolo mi innamorarono.
Postato alle 19:30 di lunedì, 21 gennaio 2008
IL circo arrivò una mattina d'inverno. Non era eccessivamente freddo, l'aria era pungente ma il Natale da poco passato ci aveva riservato ben altre temperature. Ricordo benissimo che indossavo una tuta. Non quelle acetate, già allora le odiavo. Quella là invece la adoravo, l'avevo scelta al mercato e aveva un sacco di disegni come piacevano a me. E quando il circo arrivò le maestre ci chiamarono tutti e ci portarono in palestra. Fu allora che lo ascoltai per la prima volta. Tutto quello che avevo sentito prima di quel momento era rumore al confronto. Non mi convinse quella alta e magra, che stringeva un'affascinante asta metallica, ne sua sorella, più piccola ma dagli occhi altrettanto cattivi. A me mi convinse una mano e una tastiera di legno scuro, quattro corde e la voce di Bach...