De me ipse
ALè, studente universitario. Nasce in Toscana dove ancora vegeta alla soglia dei 22 anni. Pronto a migrare altrove, ama leggere e vedere film, si diletta in cucina ma tenta disperatamente di mantenersi in forma, tra nuoto e corsa. Si considera un animale socievole, specie protetta.hic sum ego
"Ho messo in fila i giorni, come pietre in un bracciale, fino a non vederli, voltarmi e non guardarli mai. Ho cercato casa tra le pieghe delle mani, fino a non vederti cercare e non trovarti mai..." [Epo, Il resto di 35]imagines
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Un pò più leggero... ma mica tanto! Ho dato un altro esame, adesso me ne restano altri due da fare nei prossimi dieci giorni. E poi, finalmente, un pò di relax... Oggi si conclude anche la mia settimana solitaria, dovuta alla partenza dei miei per il mare ligure. Bilancio positivo... non ho sofferto molto la solitudine, sono riuscito ad organizzarmi bene soprattutto per i pasti e nonostante tutte le cose a cui badare anche lo studio non è stato trascurato.
A livello di umore... che dire? Alterno momenti di relax e pace con il mondo a stati malinconici e a tratti un pò depressivi. Per fortuna da qualche giorno mi è passata l'ansia che mi faceva dormire male la notte, forse perchè comincio ad intravedere la fine di questo turbine universitario. La prima cosa che farò una volta chiusa la sessione sarà farmi i capelli: non ne posso più di questa chioma riccioluta, a tratti avrei voglia di tagliarmeli tutti da solo con le forbici che ho in casa!!! :) ...e poi naturalmente, penso che mi farò due giorni intensivi di abbronzatura/piscina! Se riesco a sistemare tutte le cose per tempo forse anticipo la partenza per Ischia al 20 di luglio, in modo da tornare prima della fine del mese... mi fa piacere scendere, per carità, ma è allo stesso tempo un pò un peso. So che quando sono là mi bastano due giorni per annoiarmi... e poi, aiuto!, tra nonna e zie cercheranno di rimpilzarmi fino a farmi esplodere! :)
*In cattività - EPO
Eccomi di nuovo! Giornate solitarie: i miei sono partiti per una settimana di mare in Liguria e io sono qui in casa a dividermi tra i libri, la cucina e l'orto da curare. Molto bucolico direi, però sbuff! :) Almeno se ne fossero andati una volta finiti gli esami: visto che studio e ristudio (e poi indovinate un pò? studio!) non ho neppure il tempo per organizzare una bella cena con gli amici. A dire il vero avevo chiamato tutti per venerdì sera ma... ieri pomeriggio ho scoperto che la professoressa di Metodologia (il mio prossimo esame) ha spostato l'appello e quindi l'avrò il 12 luglio. Nel frattempo ho dovuto anticipare un'altro esame proprio a questo venerdì, insomma uno stress continuo... non vedo l'ora di finire questa sessione, non dubito che mi sentirò più leggero!
La voglia di evadere cresce; niente vacanze con gli amici questa estate, ma spero almeno di riuscire a ritagliarmi un paio di giorni a Roma per rivedere la mia cara amica Olly. Nel frattempo aspetto ottobre con ansia, è l'ora di voltare pagina!
Eravamo amici e ci siamo diventati estranei. Ma è giusto così e non vogliamo dissimularci e mettere in ombra questo come se dovessimo vergognarcene. Noi siamo due navi, ognuna delle quali ha la sua meta e la sua rotta; possiamo benissimo incrociarci e celebrare una festa tra noi, – come abbiamo fatto – allora i due bravi vascelli se ne stavano così placidamente all’àncora in uno stesso porto e sotto uno stesso sole che avevano tutta l’aria di essere già alla meta, una meta che era stata la stessa per tutti e due. Ma proprio allora l’onnipossente violenza del nostro compito ci spinse di nuovo l’uno lontano dall’altro, in diversi mari e zone di sole e forse non ci rivedremo mai – forse potrà darsi che ci si veda, ma senza riconoscersi: i diversi mari e i soli ci hanno mutati! Che ci dovessimo diventare estranei è la legge incombente su di noi: ma appunto per questo dobbiamo ispirarci una maggiore venerazione! Appunto per questo il pensiero della nostra trascorsa amicizia deve diventarci più sacro! Esiste verosimilmente un’immensa invisibile curva e orbita siderale, in cui le nostre diverse vie e mete potrebbero essere intese quali esigui tratti di strada, innalziamoci a questo pensiero! Ma la nostra vita è troppo breve, troppo scarsa la nostra facoltà visiva per poter essere qualcosa di più che amici nel senso di quell’elevata possibilità. – E così vogliamo credere alla nostra amicizia stellare, anche se dovessimo essere terrestri nemici l’un l’altro.
(da ‘La gaia scienza’ di F. Nietzsche)
Eccomi qua, già giunto alla mia dose mattutina di caffè. E' meraviglioso aspettare e sentirne l'odore che si sparge per la cucina, mi sembra di percepire tutto più nitidamente e di rompere l'ovatta che mi avvolge a quest'ora del mattino. E si ricomincia...
Ieri sera finalmente ho finito di leggere il Decameron. Cominciavo davvero ad esserne nauseato. Da lunedì non faccio altro che leggere, leggere e fare sintesi, schemi, appunti. E per fortuna che avevo avuto l'accortezza di avvantagiarmi durante il semestre e di aver già archiviato quattro giornate... Adesso mi aspetta la critica, ma voglio liquidarla alla svelta per poter finalmente fare questa benedetta breve relazione, per la quale ho scelto già l'argomento: "Boccaccio e i modelli classici. La novella di Tito e Gisippo." Mica male, eh? Speriamo di sbrigarla alla svelta... preparo questo esame ma sono già con la mente al prossimo!
Ancora non so se stasera uscirò oppure no. Quello che è sicuro (più o meno) è che domani sera finalmente andrò al cinema a vedere ONCE, il film che mi ha stregato grazie alla splendida colonna sonora: speriamo che la trama e le riprese non tradiscano il resto! [Ma so che non sarà così: ho già meditato di chiedere a quelli del cinema la locandina!!!] Non c'è bisogno di dire come ogni mia speranza fosse stata spazzata via, a causa degli orrendi gusti di chi gestisce i cinema della mia città e soprattutto la multisala. Ma per fortuna il nostro piccolo cinema Eden porta anche ad Arezzo i film più impensabili...
Dopo una settimana di tempo perso finalmente mi decido a riaprire i libri. Boccaccio è qui che mi aspetta e mi rimprovero di aver fatto troppo a lungo vincere la pigrizia. Ripetizioni permettendo oggi finirò la quarta giornata e direi che sono quasi a metà dell'opera...
Visto che ho riaperto la parentesi universitaria, occorre dare l'aggiornamento che a lungo ho rimandato... :) Eravate rimasti a Pavia/Bologna, vero? In realtà maggio e giugno si sono rivelati ricchi di sorprese: tutto, al solito, legato al corso di Filologia Classica. Finalmente ho trovato qualcuno con cui parlarne, qualcuno che mi ha potuto dare consigli, come dire, disinteressati ma allo stesso tempo con basi ben precise. Il fatto di essere il solo (in pratica) a seguire il corso ha permesso che si istaurasse un rapporto di fiducia tale da farmi "vuotare il sacco": il professore mi ha detto chiaramente che mi può essere davvero utile spostarmi, anche in vista della possibilità di un dottorato, e mi ha parlato molto bene delle università di Udine e Trieste. Anche Venezia, o meglio soprattutto Venezia, sembra possa rispondere alle mie esigenze: ma i costi proibitivi della città rendono impossibile la possibilità di trasferirmici. Per avere un riscontro più reale ho deciso di andare alla European Summer School of Classics, che si terrà a Trieste dal 22 al 27 settembre. Ne approfitterò per confrontarmi con una realtà diversa, per vedere l'ateneo e conoscere i professori, e naturalmente sarà l'occasione per andare anche a Udine e farmi un'idea. I tempi sono stretti. Entro il 22 settembre, appunto, devo dare questi ultimi 6 esami... ce la farò? Io corro...
Ieri sera è stata una serata davvero meravigliosa. Dopo alcune settimane uno splendido concerto ha fornito nuovamente l'occasione per trascorrere qualche ora a Firenze, che, puntualmente, mi ha colpito e mi è rimasta nel cuore. Dal momento in cui scendi dalla macchina e metti piede nelle strade del centro lo senti proprio che si respira un'atmosfera diversa. E' il fascino di una grande città, di un punto in cui converge il meglio di tutta la produzione artistica rinascimentale, di un centro disteso su un grande fiume, l'Arno, che racconta storie e si fa raccontare.
Dopo una cena davvero stravagante in un ristorante rumeno (ma la pizza non era niente male :p) ci siamo goduti ben due ore di concerto: alcuni pezzi più noti, come la prima sinfonia di Beethoven, altri meno conosciuti ma ugualmente affascinanti (come il concerto per due chitarre e orchestra che era davvero da brividi!!!). Ma la fine della serata merita davvero una menzione a parte: in una lunga passeggiata abbiamo visto il Duomo, le vie principali, piazza della Signoria, Ponte Vecchio, Santa Croce. E' stato davvero meraviglioso. E ancor di più allo scoccare della mezzanotte, in uno splendido scenario, poter dare gli auguri ad una amica importante a cui vogliamo tutti un gran bene!
Insomma, ci siamo davvero divertiti. Speriamo di riuscire più spesso a organizzare qualcosa del genere: magari muovendosi un pò di più e andando a Roma, che non delude mai, o anche a Bologna, una scoperta recente ma altrettanto interessante. Se penso al futuro, e al fatto che presto saremo tutti sparpagliati in varie città d'Italia mi scende una lacrima... vi voglio bene amici miei!
Frantumare le distanze, superare resistenze e riconoscersi per creare, camminare senza chiedersi perchè. IL tuo viso, le mie mani, sono la stessa gioia immensa è luce invisibile da succhiare, camminare senza chiedersi perchè. E fermarsi un istante per considerare che il respiro è un dettaglio che ci rende uguali, come cerchi nell'acqua che non sanno nuotare... si infrangono...
Frantumare le distanze, superare resistenze e riconoscersi per creare, camminare senza chiedersi perchè. E fermarsi un istante per considerare che ogni istante si scioglie in quello a venire, come cerchi nell'acqua che non sanno nuotare.... si infrangono, si infrangono, si infrangono...
*[Paolo Benvegnù, Cerchi nell'acqua]
Io stasera vorrei essere a Napoli. Si proprio là. Vorrei essere in quella città a far baccano. Vorrei essere ad un concerto in un locale affollato, oppure essere su una vespa e correre per le strade di Posillipo, oppure guardare i traghetti allontanarsi dal molo Beverello. Vorrei conoscere quella città così familiare e così ignota allo stesso momento. Le strade che partono da quell'unica via che accompagna i miei passi da ventidue anni, le strade vorrei vedere dove portano. E perchè no, sedere su una terrazza con le gambe a penzoloni, fumare una sigaretta, e vedere la gente che vive, nelle strade del caos.
*[Epo]